1968

L’obiezione come gesto politico
e non solo etico–religioso

Dal 1968 l’obiezione per motivi politici, oltre a quelli etico–religiosi, si affermò come mai prima.
L’analisi dell’esercito come istituzione che serviva a mantenere un rapporto di pericoloso dominio dello Stato sulla società civile si collegò alle lotte più ampie per i diritti civili condotte nelle fabbriche, nelle scuole, nei quartieri.

L’escalation militare statunitense in Vietnam alimentò un diffuso malcontento che presto sfociò in aperta contestazione. Le iniziative pacifiste e antimilitariste proliferarono, rendendo il Vietnam un riferimento antimperialista globale. Più in generale, le mobilitazioni contro la guerra in Vietnam plasmarono un immaginario antimilitarista su scala globale, che si diffuse anche in Italia.

Cresceva inoltre il numero dei giovani che sceglievano il carcere al servizio militare: era ormai un problema da risolvere.